705 119. Questo uomo non soltanto veniva attaccato
da Satana con tentazioni, ma anche si azzuffava con lui corpo
a corpo.
Una volta il signor Leone, cardinale di Santa Croce, lo pregò
di rimanere un po' di tempo con lui a Roma. Francesco scelse
una torre solitaria, che essendo all'interno fatta a volta,
presentava nove vani simili alle stanzette di un eremo.
La prima notte, dopo aver pregato Dio, si accingeva a riposare,
quando fattisi vivi i demoni gli mossero una lotta spietata.
Lo fustigarono per lunghissimo tempo e tanto duramente da
lasciarlo alla fine quasi mezzomorto.
Quando se ne andarono, ripreso finalmente il respiro il Santo
chiama il compagno, che dormiva sotto un'altra volta: «Fratello,
- gli dice appena arrivato - voglio che tu rimanga vicino
a me, perché ho paura ad essere solo. Poco fa i demoni
mi hanno percosso». Il Santo era preso da tremore e
da agitazione in tutto il corpo, come uno in preda ad una
violentissima febbre.
120. Passarono così tutta la notte svegli, e Francesco
disse al compagno: «I demoni sono i castaldi di nostro
Signore, ed egli stesso li incarica di punire le nostre mancanze.
E’ segno di grazia particolare, se non lascia nulla
di impunito nel suo servo, finché è vivo in
questo mondo. Io, a dir vero, non mi ricordo di una colpa,
che per misericordia di Dio non abbia espiata col pentimento,
perché, nella sua paterna bontà, si è
sempre degnato mostrarmi, mentre meditavo e pregavo, cosa
gli piacesse e cosa l'offendesse. Ma forse ha permesso che
mi assalissero i suoi castaldi, perché non do buon
esempio agli altri col fermarmi nel palazzo dei nobili. I
miei frati, che dimorano in luoghi miseri, vedendo che me
ne sto con i cardinali penseranno che io abbondi di delizie.
Perciò, fratello, ritengo più giusto che rifugga
dai palazzi chi è posto ad esempio degli altri, e renda
forti quelli che soffrono ristrettezza, condividendo gli stessi
disagi».
Giunti così al mattino raccontarono tutto al cardinale
e lo salutarono.
Lo ricordino bene i frati che vivono a palazzo, e sappiano
che sono figli abortivi, sottratti al seno della loro madre.
Non condanno l'obbedienza, ma biasimo l'ambizione, l'ozio,
le delizie. Infine, anche a tutte le obbedienze possibili
metto innanzi nel modo più assoluto Francesco.
Almeno si tolga ciò che, essendo gradito agli uomini,
dispiace a Dio.